Diritti d'Artista:
Psiche, Diritti, Arte e Adolescenti

ReDiPsi presenta, in collaborazione con radioarte©️: Diritti D’Artista.
Diritti D’Artista è un ciclo di tre incontri che mirano ad approfondire alcune tematiche relative ai Diritti Umani, in un quadro che coniughi la prospettiva psicologica con quella artistica, esplorando ed evidenziando i punti di incontro e scambio delle due.
Ogni aspetto dell’esperienza umana è animato dai Diritti; come Psicologia ed Arte sono accomunate dall’interesse per il vissuto individuale e collettivo, così possono e devono lavorare insieme per intensificare ed espandere il dialogo sui Diritti Umani.

In questo secondo incontro, dal tema “Psiche, Diritti arte e adolescenti”, parleremo dell’adolescenza.

L’evento sarà trasmesso il 15.04.2021 alle ore 21.00, live sulla pagina Facebook di Redipsi

Diritti d'artista: psiche, diritti, arte e adolescenza.

CARLA WEBER

Carla Weber è psicologa psicoterapeuta, psicoanalista e psicosocioanalista. Lavora a Trento nello Studio Akoé, che ha fondato e dirige.

“Lavoro da tempo sul tema adolescenza utilizzando gli strumenti della mia disciplina, la psicoanalisi. Il mio approccio è di studio e ricerca, mettendo a confronto l’esperienza empirica nelle psicoterapie con i pazienti e discutendo, inoltre, quello che che vado scoprendo con la comunità psicoanalitica sia all’interno dell’Associazione di Studi Psicoanalitici (ASP) di Milano, di cui sono membro attivo, sia nei forum periodici dell’International Federation of Psychoanalytic Societies (IFPS) di cui faccio parte, pubblicando i miei lavori sulle rispettive riviste Setting, edito da Franco Angeli, e International Forum Psychoanalysis journal, edito da Taylor & Francis. Lavoro anche alla realizzazione della rivista di psicosocioanalisi Educazione sentimentale, curando diverse monografie. Da ricordare, inoltre, che tale lavoro è la prosecuzione di una ricerca di campo, condotta anni fa con più di mille adolescenti, pubblicata in un mio libro dal titolo Inventare se stesse, edito da Meltemi.”

FEDRICA DI PIETRANTONIO

Federica Di Pietrantonio nasce nel 1996 a Roma, dove attualmente vive e lavora. Studia Pittura presso RUFA – Rome University of Fine Arts laureandosi nel 2019, e svolge la sua ricerca tesi spending free time presso KASK (Ghent, Belgium), dove sviluppa il progetto Vacation Spot. Nel 2017 viene seleziona per Mediterranea 18 Young Artists Biennale e l’anno successivo entra a far parte di Spazio In Situ, dove lavora come artista e web designer. Ha esposto in diversi spazi tra cui Las Palmas (Lisbona), Gouvernement (Ghent), Una Vetrina (Roma) e The Gallery Apart (Roma). Dal 2018 nasce la collaborazione con Andrea Frosolini, che da vita ai progetti ISIT.magazine (progetto editoriale indipendente online/offline), Webby Agency (Agenzia Web focalizzata sulla progettazione e realizzazione di servizi web per artisti e professionisti dell’arte) e la coppia artistica AFFDP. Nel 2020 entra a far parte di The Gallery Apart e viene nominata da Artribune come migliore giovane artista. La sua ricerca si concentra su rapporti, relazioni e processi che si sviluppano da realtà simulate o virtuali e piattaforme sociali.

 

Statement: La ricerca di Federica Di Pietrantonio si concentra su relazioni e processi che si sviluppano da realtà simulate/virtuali e piattaforme sociali.
L’esperienza virtuale si inserisce nella sua ricerca in quanto rivisitazione archeologica, esplorazione di un passato vissuto dalla community di fronte al dispositivo, in una visione di realtà filtrata dallo schermo ma non per questo finzionale. L’architettura virtuale si inserisce oggi in quanto presenza attiva della nostra memoria, parte integrante dei ricordi di una generazione che non li ripercorre solo malinconicamente ma anzi, li rivaluta attivamente nella costruzione del presente individuale e della propria personalità e/o collettività. L’antidoto che l’umanità inocula nella società è la collettivizzazione della privacy, un’operazione ossimorica finalizzata a rendere pubblico lo spazio privato.

Il suo lavoro oscilla tra la realtà e la finzione dei dispositivi virtuali, cercando di spezzare l’effimera sicurezza che ci viene proposta.