Una breve sintesi del rapporto del Gruppo CRC

Ogni anno, più di venti organizzazioni su tutto il territorio nazionale raccolgono dati su un set di indicatori comuni per verificare lo stato di implementazione delle indicazioni della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Si tratta del Gruppo CRC coordinato da Save the Children, di cui ReDiPsi è diventata parte tramite l’Area Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Il report è suddiviso per regioni, e presenta dati raccolti sulle seguenti aree:

  • dati demografici;
  • risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza;
  • povertà materiale ed educativa;
  • ambiente familiare e misure alternative;
  • educazione, gioco e attività culturali;
  • ambito della salute;
  • protezione.

Condividiamo una breve sintesi dei risultati complessivi, utili per la nostra quotidianità professionale come cornice del lavoro con i bambini e le bambine.

Un primo dato che emerge riguarda la denatalità: solo poche regioni superano la media nazionale del 15.7% di minorenni, ossia Calabria, Campania e Sicilia al Sud, Bolzano e Trento al Nord; nelle altre regioni, invece, la componente anziana comprime la percentuale di bambini e adolescenti. È una fotografia dell’inverno demografico italiano, che diffonde una preoccupazione diffusa, dai decisori politici al Papa; quando la piramide demografica cessa di avere forma triangolare e assume quella di un fuso significa che il Paese sta irrimediabilmente dirigendosi verso un futuro fatto di calo demografico.

Un secondo dato riguarda l’impoverimento della popolazione, un fenomeno che investe i bambini in quanto componente più vulnerabile del nostro sistema sociale. La povertà assoluta risulta essere in aumento per i minorenni (aumentata di dieci punti percentuali, riguarda attualmente 1 milione e 337 mila persone). La povertà relativa, invece, appare in diminuzione, ma per via di un inganno logico dato dall’indicatore: dipendendo infatti dall’acquisto di un certo paniere di beni e servizi, il calo apparente potrebbe dipendere in realtà dal calo dei consumi. Da evidenziare la povertà alimentare: il 2.8% dei minorenni non consuma un pasto proteico al giorno, con punte dell’8.4% in Sicilia.

Per quanto concerne gli stimoli culturali ed educativi, ricordiamo la loro importanza per lo sviluppo cognitivo e affettivo della bambina e del bambino, per la costruzione dell’identità degli adolescenti, in generale per le competenze emotive e sociali che costituiscono fattori preventivi per la salute mentale. Dal report risulta che l’abitudine alla lettura riguardi il 51.9% dei minorenni, con significative differenze regionali; il 59.8% dei ragazzi e delle ragazze pratica sport, ma anche in questo caso si rilevano significative differenze regionali. In alcune regioni, circa il 20% dei ragazzi non ha accesso a internet. 

Per quanto riguarda i servizi, risulta in aumento lieve il tasso di affido familiare e di inserimento in comunità di accoglienza, ambiti nei quali Lombardia e Puglia sono capofila. Ricordiamo a tal proposito il nostro webinar sul diritto dei bambini e delle bambine a crescere in un ambiente di adulti che curano.

Risulta in aumento il numero di posti disponibili per la prima infanzia nei servizi socio-educativi, mentre il 70.47% delle scuole a livello nazionale non ha il tempo pieno (un servizio essenziale per favorire la condivisione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie). In Sardegna, Calabria, Sicilia e Abruzzo, invece, meno di ¼ delle scuole ha la certificazione di agibilità. 

Concludendo, il report del gruppo CRC, un lavoro corale ampio e corposo, possibile grazie all’ottima regia di Save the Children, ci racconta come parlare dei diritti dei bambini e delle bambine significhi parlare dei diritti di ognuno di noi, in quanto nessun diritto vive in un vuoto, ma fa parte di un rizoma. Il rapporto CRC ci dice che l’Italia è un paese che fatica a mettere in campo, e prima ancora a mettere pensiero, in politiche che valorizzino l’infanzia e l’adolescenza come passaggi cruciali per la costruzione di cittadinanza.  

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