IL DIRITTO ALL'ASCOLTO

Nel campo psicologico e psicoterapeutico, il concetto dell’ascolto ha assunto molteplici sfaccettature, influenzate sia dalla neurofisiologia che dalle teorie della mente elaborate nel corso dell’evoluzione della scienza psicologica. L’atto di ascoltare implica il riconoscimento della libertà di espressione di un individuo attraverso la comunicazione verbale, confidando nella capacità dell’altro di accettare la realtà che viene esposta. Questo spettro varia dall’empatia proposta da Carl Rogers alla capacità di sopportare l’ambiguità dell’analista seguendo gli insegnamenti di Wilfred Bion. Tuttavia, in ogni approccio terapeutico, si incontra un limite entro il quale è necessario contestualizzare la storia individuale all’interno di un quadro diagnostico consolidato. Questo solleva la questione fondamentale: il terapeuta realmente concede libertà all’individuo di esprimere liberamente il proprio pensiero, senza costringerlo in schemi preconcetti, oppure questa stessa struttura limita il diritto di essere ascoltati? In un’intervista condotta da Gabriella Scaduto, Presidente di ReDiPsi, Alessandro Lizioli, medico psicoterapeuta, offre ulteriori riflessioni su questo tema.

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