I Diritti delle donne

Violenza di Genere: ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o
una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà. (art 1-dichiarazione Onu). Non esiste una sola forma di violenza contro le donne. Tutte le tipologie sono espressione di un sistema di valori, di schemi relazionali e di stereotipi sulla differenza tra i generi, basati sulla disuguaglianza ad ogni livello della vita familiare, sociale, relazionale. Violenza fisica, sessuale, psicologica, economica e stalking sono tutte manifestazioni di potere e controllo agiti contro le vittime che, nella stramaggioranza dei casi, sono donne. L’ISTAT, questo proposito, ha pubblicato, nel 2019, i dati relativi all’indagine “Gli stereotipi sui ruoli di genere e l’immagine sociale della violenza sessuale” da cui emerge una cultura di genere basata su stereotipi radicati e difficili da modificare:

“Per l’uomo, più che per la donna è molto importante avere successo nel lavoro” (32,5%)

“Gli uomini sono meno adatti ad occuparsi delle faccende domestiche” (31,5%)

“È soprattutto l’uomo che deve provvedere alle necessità economiche della famiglia (27,9%)

“In condizioni di scarsità di lavoro, i datori di lavoro dovrebbero dare la precedenza agli uomini rispetto alle donne” (16,1%)

“È l’uomo che deve prendere le decisioni più importanti riguardanti la famiglia” (8,8%)

I dati nazionali (ISTAT), infatti, fotografano una realtà drammatica che hanno condotto il sistema giuridico a modificare le leggi in materia di violenza di genere in funzione di una situazione sempre più di emergenza (legge 69/2019). In tal senso, la Convenzione di Istanbul (2011) è stato il primo strumento internazionale sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica grazie al quale la violenza di genere viene riconosciuta come violazione dei diritti umani e di discriminazione.
Vista la complessità, gravità e importanza del tema, i percorsi di uscita dalla violenza devono prevedere un’azione multidisciplinare in cui la figura dello psicologo/psicoterapeuta diventa pregnante per favorire l’elaborazione del trauma da violenza nonché nella costruzione e ricostruzione di nuove definizioni di sé attraverso un cambiamento di schemi relazionali.

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