Diritti LGBT+

Tra i Diritti Umani della cosiddetta Terza Generazione, che includono i diritti delle donne, dei bambini, dei migranti, delle popolazioni indigene, delle persone con disabilità e delle persone LGBT+, solo quelli delle persone LGBT+ non sono oggetto di una convenzione ONU. 

 

Parlare di orientamenti sessuali e generi oltre le tradizioni culturali consolidate, spesso viene percepito come un attacco diretto all’identità di un popolo. La normazione della sessualità e del genere è spesso un architrave in numerosi sistemi culturali, in particolare lo è in Occidente e nell’area del Mediterraneo, dove la famiglia nucleare eterosessuale è considerata la cellula della società: non è un caso che siano tutte quelle soggettività che esulano da questo schema elementare a essere escluse dal novero della normalità, che non esprime solo un criterio statistico, ma anche sociale e politico. Nella rappresentazione comune alle donne single manca un uomo, ai figli con un genitore solo manca l’altro genitore, a una coppia di un uomo e una donna mancano i figli: tutto viene riportato alla famiglia nucleare, unico parametro della normalità, pertanto un uomo gay tradisce la propria natura mascolina, una donna lesbica la propria inclinazione femminile, una persona bisessuale è confusa, e via dicendo.

 

Non mancano, tuttavia, importanti contraddizioni in questo modo di pensare. Prima fra tutte, il fatto che esfoliando la società umana di tutto ciò che è reputato anormale, si arriva a un residuo di poche unità: se una norma è dunque ciò che si manifesta nella maggioranza dei casi, possiamo dire che la vera norma della società umana è l’espressione di varianti al modello della famiglia nucleare. 

 

Tutte le psicologie oggi, da quella sociale a quella dinamica, dello sviluppo, clinica ecc. hanno sufficienti strumenti metodologici, concettuali, teorici e forti basi di ricerca per dimostrare scientificamente l’inconsistenza del discorso che vuole come pericolo per il benessere sociale, familiare e individuale l’espressione libera e tutelata del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, anche al di fuori della binarietà maschile/femminile. La strada è lunga, ma interessante e ricca come sempre lo è ogni strada del cambiamento.

Armando Toscano 

 

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